La CSL è un eccellente esempio di autoregolamentazione del settore pubblicitario

Sia i consumatori che il mondo economico hanno uguale interesse a garantire il rispetto delle norme in materia di comunicazione commerciale leale. Nicolas Adolph, dell’APG|SGA, è esperto in rappresentanza del settore della pubblicità esterna presso la Commissione Svizzera per la Lealità (CSL). Nella seguente intervista ci parla della sua attività.

Signor Adolph, quale ruolo riveste la pubblicità esterna in seno alla Commissione per la lealtà commerciale?

Nicolas Adolph: APG|SGA e l’AWS (Pubblicità Esterna Svizzera) sostengono la CSL da molti anni, sia dal punto di vista finanziario che, soprattutto, tecnico. Beat Holenstein rappresenta gli interessi della pubblicità esterna nel Consiglio di fondazione, mentre io sono l’esperto per tutte le questioni relative alla pubblicità esterna. A seconda dei casi, però, posso esprimermi su temi di attualità discussi durante le riunioni. Infatti, la CSL riunisce in tre camere rappresentanti paritetici dei consumatori, dei servizi mediatici e della pubblicità. Sia nel sessione plenaria degli esperti nonché nei camere Si tratta di attività svolte a titolo gratuito che richiedono un elevato livello di competenza professionale.

Quali sono gli argomenti di attualità in questo momento?

Se si considera l'ultimo relazione sulle attività Dai dati della CSL emerge che la stragrande maggioranza dei reclami riguardava i «metodi di vendita aggressivi» (32,6%). Spesso si tratta anche di «comunicazione commerciale discriminatoria dal punto di vista sessuale» (16,8%) o di «informazioni fuorvianti» (13,7%).

Ogni persona ha il diritto di presentare alla Commissione un reclamo riguardo a una pubblicità che ritiene inappropriata?

In linea di principio sì! Dal reclamo deve tuttavia emergere chiaramente quali violazioni vengono contestate in relazione al materiale pubblicitario oggetto della contestazione – ovvero cosa esattamente venga considerato sleale in tale materiale. Da quando, nel 2020, è stata introdotta la possibilità di presentare reclami in formato elettronico tramite il sito web della CSL, il numero dei reclami è aumentato. Il 2021 è entrato negli annali come anno record con oltre un centinaio di procedimenti. Di questi, tuttavia, solo il 45 per cento è stato accolto.

Come funziona la procedura di reclamo?

CSL si riunisce più volte all’anno – ovvero circa ogni due mesi – per decidere in merito ai reclami pervenuti. Ciò avviene secondo una procedura più semplice, rapida, efficiente ed economica rispetto a un procedimento giudiziario. Il suo operato è tuttavia paragonabile a quello di un tribunale. Le decisioni della CSL presentano tuttavia il vantaggio di essere ben accettate dalle parti coinvolte, il che comporta un numero ridotto di ricorsi. La commissione non emette però sentenze, ma si limita a formulare raccomandazioni.

Quali sono gli obiettivi perseguiti?

L'obiettivo è che gli inserzionisti e i fornitori di spazi pubblicitari applichino volontariamente le raccomandazioni della CSL, evitando così il rischio di contenziosi: un eccellente esempio di autoregolamentazione del settore pubblicitario e dell'industria.

Signor Adolph, la ringrazio di cuore per le sue risposte.